MILANO — L’ordinanza è diventata d’ordinanza. Certo, la guerra di Monfalcone allo sputo—con lo sputo, si specificò, «comportamento comune tra i bengalesi» — si è presto arenata, così come ha incontrato ostacoli
il desiderio di Enzo Bortolotti, sindaco di Azzano Decimo, sempre in Friuli, di consentire la vendita di cous cous, kebab e pollo al curry «soltanto se accompagnati a polenta, brovada e musetto». Ma per il resto, le
ordinanze dei sindaci sulla sicurezza urbana passano quasi tutte, e tante vengono copiate, mutuate, rilanciate. L’Anci, l’associazione dei Comuni, ha presentato una ricerca sui provvedimenti emessi in quattordici
mesi (dal luglio 2008 all’agosto scorso).
Le ordinanze sono state 788, in media due al giorno; del totale, il 26% nel Nordest e il 40% nel Nordovest;
nello specifico, 237 in Lombardia, 102 in Veneto, 63 in Piemonte, 17 in Friuli.
Non sempre sono ordinanze che bastonano. A volte premiano. Siccome il «clandestino fermato è una persona che vive di espedienti o atti delinquenziali» e siccome «in una economia di mercato chi assume rischi viene
premiato», ad Adro, in provincia di Brescia, hanno inventato il bonus per i vigili.
Cinquecento euro per ogni clandestino catturato.
Il sindaco ha precisato: «Non è una taglia, come strumentalmente divulgato dai media, bensì un’indennità».
Come faranno mai gli immigrati a uscirne indenni? A Ospitaletto, in provincia di Brescia, è stata richiesta la presentazione della fedina penale per diventare nuovo residente; a Cantù (Como) i clandestini stiano attenti,
c’è un numero verde dove uno chiama e segnala la loro presenza; a Gerenzano (Varese) i cittadini sono invitati a non vendere o affittare casa agli stranieri, in quanto «non rispettano le nostre tradizioni». Ma poi, la casa. La sindachessa di Cernobbio, sul lago di Como, ha imposto i seguenti requisiti per gli aspiranti sposini in nozze civili: «Ispezioni dei vigili nelle abitazioni dovranno accertare la pulizia di muri e pavimenti, e il perfetto funzionamento di docce, bagni e caldaie».
La fabbrica di ordinanze, spesso di matrice leghista, non è moda recente, intendiamoci.
Ancor prima del decreto Maroni di agosto che ha ampliato i poteri dei sindaci, c’è stato un nutrito drappello di pionieri e avanguardisti. Forse più arditi dei contemporanei. Cesarino Monti, allora sindaco di Lazzate, in provincia di Milano, sul finire degli anni Novanta aveva previsto una clausola per il rilascio di certificati anagrafici agli immigrati esclusivamente in presenza di documenti attestanti la «sana e robusta costituzione, e l’assenza di malattie ereditarie in famiglia».
Ma se, alla fine, fosse semplicemente una creativa rincorsa trasversale a spararle (le ordinanze)?
Raffaele Cortesi, sindaco Pd di Lugo di Romagna, firmò una delibera per proibire i simboli religiosi sulle tombe e per vietare citazioni bibliche, preghiere e motti affettuosi, per «non offendere le altre religioni».
Li salverà la religione, questi benedetti immigrati?
Oppure il lavoro? In tempi di licenziamenti, Giuseppe Ferri, sindaco di Brignano Gera d’Adda, in provincia di Bergamo, ha deciso aiuti per i disoccupati italiani e non per quelli stranieri. «Si facciano assistere nella
loro nazione». A Brignano raccontano che nel 2008 ci fu un’alluvione, che venne lanciata una petizione per raccogliere fondi, e che l’unico a rispondere (e sborsare) fu il pizzaiolo marocchino Jalel, 31 anni. Forse era leggenda. E forse erano leggenda le parole del ragazzo: «Il sindaco? Siamo in ottimi rapporti. Quando è mancato mio padre, è venuto persino a casa mia a farmi le condoglianze».
Claudio Del Frate, Andrea Galli (Il Corriere della Sera – 22.novembre.2009)
[...] Molti di noi, da una parte e dall’altra della politica, sentivano dire sempre che “la Lega è radicata nel territorio” e che bisogna prendere esempio.
Non si può prendere esempio. La Lega è radicata nel territorio della paura.
La coltiva e la ingrandisce ogni giorno. La paura produce vittime, produce nemici, produce conflitto.
Racconta lo scrittore serbo-croato Predrag Matvejevic che l’orrore della ex Jugoslavia è cominciato così.








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