Fila di curiosi per il mausoleo di Berlusconi
«Scusi, il Santo Sepolcro?».
«Un po’ più avanti sulla sinistra
». Ormai la custode lo
sa, la gente entra per vedere
«Quello». Siamo nell’aula
ottagona delle Terme di
Diocleziano, a Roma, il museo,
per la verità, è un po’
defilato ed è stato anche
chiuso per due anni. Ora ci
si va per ammirare una piccola
ma preziosa collezione
di statue romane, tuttavia
il luogo è e resta per addetti
ai lavori.
Salvo che in questi giorni,
dopo cioè che giovedì
scorso il ministro Sandro
Bondi ha inaugurato la mostra
di Pietro Cascella dedicata
ai segreti del cielo: 16
sculture legate ai corpi celesti.
Tra queste ce n’è una
«che ci è particolarmente
cara» ha confidenzialmente
dichiarato Bondi, si tratta del
complesso marmoreo indicato
come «la volta celeste» ma
noto per essere il mausoleo
che Berlusconi nel 1990,
quando ancora non era sceso
in campo, eresse a futura memoria
sua e dei suoi cari.
Ciò che viene esposto in
mostra – beninteso – è un bozzetto
80 per 50, ma il mausoleo
reale, quello eretto da Cascella
ad Arcore, è una monumentale
profusione di
marmo: una foresta di 12 pilastri
a base quadrangolare,
sulla quale aleggia un firmamento
di sfere e di stelle. Chi
ha avuto modo di visitare il
luogo, ne parla come di una
sontuosa ara che immette ad
una vasta stanza ipogea di
180 metri quadri, con al centro
un sarcofago dove – il più
tardi possibile – dovrebbe essere
inumato il Cavaliere.
La disposizione delle tombe
ha una chiara evocazione
romana: i grandi mausolei -
quello di Augusto, quello di
Adriano – prevedevano una
tomba centrale e una corte
di sepolture minori destinate
alla corte. Similmente, al
santo sepolcro berlusconico,
si associano una trentina di
posti, riservati ai suoi cari
ma anche ai fratelli di elezione:
Dell’Utri, Galliani, Letta,
Confalonieri. E’ ancora da
chiarire se anche Emilio Fede
giacerà tra cotanto senno,
mentre è noto che declinò
l’invito Indro Montanelli:
«Domine non sum dignus»,
disse.
Ma se l’impianto sepolcrale
rimanda ai romani, la decorazione
- stando sempre a
chi vi è entrato – sarebbe di
forte evocazione egizia, il
che ha indotto qualcuno a
parlare di mitografia massonica.
Forse tutto questo non
c’entra niente, ma certo suscita
qualche interrogativo il
fatto che per l’eterno riposo
di un leader di centrodestra -
Dio patria e famiglia – non
sia stato speso nemmeno un
simbolo cristiano. Un’ultima
osservazione: tanta profusione
di talento e di marmo potrebbe
essere del tutto inutile.
A legge vigente seppellire
qualcuno fuori dai cimiteri è
quasi impossibile. Ma pare
che Lui intenda farsi ibernare:
l’impianto ad alimentazione
fotovoltaica, c’è.
RAFFAELLO MASCI – La Stampa 18.dicembre.2010
SI PREPARA… AIUTIAMOLO
18 dicembre 2010 di ulisse59








uno scifo per italia ed italiani