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Morire di povertà

Dicono che era un sorriso

Dicono che era campagna
quella terra bassa
dove ti portavano con un furgone
pieno di braccia,
nessuno ha mai visto la tua faccia
neppure adesso
che su quella terra sei morta.

Dicono che era mare
quella distesa immensa di acqua
che ti ha mangiato vivo
che ti ha strappato il respiro,
i tuoi sogni, adesso, non hanno più colore
perché nel posto dove sei
la gente non ha nome.

Dicono che era legge
anche quella divisa
dicono che l’hai derisa
e che non ti devi lamentare,
la pallottola che hai preso nella schiena
sei stato tu
che te la sei andata a cercare.

Dicono che era uno sfratto
perché così si è deciso
c’è la forza pubblica che aspetta
perché giustizia sia fatta,
ma la vergogna era troppa
così in quella corda
hai infilato la testa.

Dicono che era lavoro
quella fabbrica e quel cantiere
con le ciminiere
alte fino al cielo
che volevi assaltare
quando hai capito
che servono le ali per provare a volare.

Dicono che era un sorriso
quello che vi ha seppellito
ma che appartiene al padrone,
a cui non è mai stato reso
il vostro coraggio
a cui non è mai stato reso
il nostro dolore.

*

TARANTO: Bracciante 49enne morta sotto l’afa come Mohamed

RAPPORTO OIM: Già oltre 2000 morti in mare nel 2015

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DA “PAROLE A MANO… ARMATIhttp://www.armati.info/

3be25c3656ffe56152ca02dda3fc2f9c_LAd avermi buttato in mezzo a una strada, a 50 anni, non è stato uno zingaro e nemmeno un africano. E’ stato De Benedetti.
A far di me un peso morto è stata la Fornero.
A fingere di proteggermi intanto che si facevano i cazzi loro, non sono stati gli extracomunitari, ma i sindacati.
A prendermi per il culo dicendo una cosa e facendo l’opposto, è Renzi, non i rumeni.
A stravolgere la nostra Costituzione anzichè imporne il rispetto, è il parlamento italiano, non quello tunisino.
A distruggere sanità e istruzione, sono stati i governi italiani eletti da italiani, non i rom.
A vessare con metodi medioevali chiunque provi a campare con il poco che racimola, sono funzionari italiani, non libici.
A vendere o spostare verso altre nazioni tutte le principali aziende italiane, non sono stati i marocchini, ma Marchionne, Tronchetti Provera e quelli come loro.
A spingere al suicidio qualche centinaio di poveri cristi, sono stati i governanti italiani, non i profughi.
A sfruttare ogni disgrazia per guadagnarci milionate e distribuendo briciole, sono le grandi cooperative italiane, non quelle serbe.
Quando mi avanzerà abbastanza odio per persone provenienti da altre parti del mondo, forse sposterò il tiro. Per ora mi accontento di riversarlo interamente ai personaggi di cui sopra, miei connazionali e, piuttosto che altri, preferirei fossero loro a trovarsi finalmente nella condizione di dover salire su dei barconi per scappare. …..Scappare da qui…

Un operaio Olivetti

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Il tentativo bizzarro di potermi incriminare per … l’accusa di tradimento, presumibilmente per aver cospirato per spingere la Grecia fuori dalla zona euro, riflette qualcosa di molto più ampio.

Essa riflette uno sforzo determinato a delegittimare la nostra lunga trattativa di cinque mesi (dal 25 Gennaio al 5 Luglio 2015), con una troika esasperata, nella quale abbiamo avuto l’ardire di contestare la saggezza e l’efficacia del suo programma fallito per la Grecia.

Lo scopo dei miei sedicenti persecutori è quello di caratterizzare provocatoriamente la nostra posizione negoziale come un’aberrazione, un errore o, ancora meglio dal punto di vista dell’establishment oligarchico troika-friendly della Grecia, come un ‘crimine’ contro l’interesse nazionale della Grecia.

Il mio vile ‘crimine’ è stato che, esprimendo la volontà collettiva del nostro governo, io ho personificato le seguenti colpe:

  • Ho affrontato i leader dell’Eurogruppo da pari a pari,  come un membro di pari dignità che può dire ‘NO’ e presentare potenti ragioni analitiche per respingere l’illogicità catastrofica di concedere enormi prestiti ad uno stato insolvente in condizioni di un’autodistruttiva austerità;
  • Ho dimostrato che si può essere un europeista impegnato, sforzarsi di mantenere la propria nazione nella zona euro, e, allo stesso tempo, rifiutare le politiche dell’eurogruppo che danno all’Europa la possibilità di decostruire l’euro e, soprattutto, intrappolare un paese nella spirale del debito determinata dall’austerity;
  • Ho pianificato misure d’emergenza  per  quello che i principali colleghi dell’Eurogruppo, e gli alti funzionari della troika, minacciavano durate le discussioni  faccia a faccia;
  • Ho svelato come i precedenti governi greci hanno trasformato gli uffici governativi più importanti, come il Segretariato generale delle Entrate Pubbliche e l’Ufficio statistico greco, in dipartimenti efficacemente controllati dalla troika per essere costretti al servizio di indebolire e scalzare il governo eletto.

E’ ampiamente chiaro che il governo greco ha il dovere di recuperare la sovranità nazionale e democratica su tutti gli uffici amministrativi dello Stato, ed in particolare quelli del ministero delle Finanze. In caso contrario, continuerà a perdere gli strumenti di policy making che gli elettori si aspettano si utilizzino per la realizzazione del mandato da loro conferito al governo eletto.

Nei miei sforzi ministeriali, il mio team ed io abbiamo escogitato metodi innovativi per lo sviluppo di strumenti del ministero delle Finanze per affrontare in modo efficace la crisi di liquidità indotta e causata dalla troika, recuperando poteri esecutivi usurpati dalla troika con il consenso dei governi precedenti.

Invece di incriminare e perseguitare coloro che, fino ad oggi, hanno interpretato la funzione all’interno del settore pubblico come servitori e luogotenenti della troika (mentre ricevevano i loro sostanziosi stipendi grazie alla pazienza dei contribuenti greci), i politici e i partiti che l’elettorato ha già condannato per i loro sforzi di trasformare la Grecia in un protettorato sono ora quelli che mi perseguitano, aiutati e spalleggiati dai media degli oligarchi.

Indosso le loro accuse come medaglie d’onore.

La fiera e onesta negoziazione che il governo di SYRIZA ha condotto fin dal primo giorno in cui siamo stati eletti ha già cambiato in meglio i dibattiti pubblici europei. La discussione sul deficit democratico che affligge l’Eurozona è ormai inarrestabile.

Ahimè, le cheerleaders interne della troika non sembrano in grado di sopportare questo successo storico. I loro sforzi per criminalizzarlo si infrangeranno sugli stessi scogli che hanno distrutto la loro sfacciata campagna di propaganda contro il ‘No’ nel voto al referendum del 5 luglio: la grande maggioranza del popolo greco senza paura.

traduzione a cura di Esseresinistra dal blog di Varoufakis Treason charges: What lurks behind the bizarre allegations

sanità

fc51bc4de8e5441917a5c7b5a1338c96_LNON CONTATE SUL NOSTRO SILENZIO MA SOLO SULLA NOSTRA RABBIA!
Lo scorso marzo la corte di appello di Firenze ha emesso una sentenza che, assolvendo sei stupratori (Lorenzo Lepori, Riccardo Mechi, Leonardo Nazzereno Victorion, Niccolò De Angelis, Francesco Michelotti, Lorenzo Riccò), ha invece messo sotto accusa la vita
della donna che ha subito violenza. Questa sentenza, che criminalizza la sessualità femminile, fa parte di una lunga serie di sentenze giudiziarie che incolpano le donne in quanto “consenzienti” o “provocatrici”. Così vengono rispecchiati i valori della società
in cui siamo costretti a vivere, dove tutto è mercificato e la donna è concepita unicamente come “oggetto del desiderio”, dove lo stupro non è che uno dei mezzi con cui annientare la volontà delle donne e appropriarsi dei loro corpi, della loro sessualità
e della loro libertà di movimento. L’uso strumentale che la politica fa di questo tipo di violenza – unicamente a fini razzisti, repressivi, e di controllo sociale – con i pacchetti sicurezza, la militarizzazione dei territori e compagnia brutta, bandisce
l’aggregazione sul territorio e produce un humus reazionario, individualista e fascista che nei confronti delle donne e di tutta la comunità si esprime in termini di maschilismo e violenza. Dopo una sentenza come questa e il modo in cui è stata motivata non
possiamo che ribadire che non è questa la sicurezza che vogliamo e soprattutto che non sono e non saranno le aule dei tribunali a renderci giustizia: questa la si puó ottenere solo sancendo una verità collettiva, rispondendo con la solidarietà, l’aggregazione
e l’informazione. Tutta la nostra solidarietà va alla ragazza, la cui lettera mettiamo in allegato, che ci insegna il significato dello slogan: Non contate sul nostro silenzio, ma solo sulla nostra rabbia!

Per questo rilanciamo l’appuntamento di martedí alle ore 21.00 la libertà è la nostra “fortezza” per la manifestazione che partirà proprio dalla Fortezza da Basso.

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud

QUOTE MIGRANTI

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SIAMO GLI INNUMEREVOLI

Siamo gli innumerevoli – raddoppia ogni casella di scacchiera – lastrichiamo di corpi il vostro mare per camminarci sopra; non potete contarci: se contati aumentiamo, figli dell’orizzonte che ci rovescia a sacco. Nessuna polizia può farci prepotenza più di quanto già siamo stati offesi. Faremo i servi, i figli che non fate, le nostre vite saranno i vostri libri di avventura.

Portiamo Omero e Dante, il cieco e il pellegrino, l’odore che perdeste, l’uguaglianza che avete sottomesso. Da qualunque distanza arriveremo a milioni di passi, noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso. Spaliamo neve, pettiniamo prati, battiamo tappeti, raccogliamo il pomodoro e l’insulto. Noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo, noi siamo il rosso e il nero della terra, un oltremare di sandali sfondati, il polline e la polvere nel vento di stasera.

Uno di noi, a nome di tutti, ha detto: Non vi sbarazzerete di me. Va bene, muoio, ma in tre giorni resuscito e ritorno.


Erri De Luca

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