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Archive for the ‘Ignoranza’ Category

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John Broich è uno storico statunitense che
insegna alla Case Western Reserve university, in
Ohio. Studiando materiale d’archivio e diversi
saggi usciti negli ultimi anni, ha cercato di
ricostruire in che modo la stampa statunitense
raccontò l’arrivo del fascismo e del nazismo in
Europa. Tra il 1925 e il 1932 sui giornali americani
uscirono almeno 150 articoli che parlavano di
Benito Mussolini. In quegli anni il regime era già
chiaramente violento e autoritario, ma il tono
degli articoli è neutro se non addirittura positivo.
Nel 1928 il Saturday Evening Post pubblicò a
puntate tutta l’autobiografia di Mussolini.
I giornali spiegarono che i fascisti avevano
salvato l’Italia dagli estremisti di sinistra e
avevano rilanciato l’economia. Il New York
Times scrisse che il fascismo avrebbe fatto
tornare l’Italia, tradizionalmente turbolenta, alla
“normalità”. Il modo in cui la stampa descrisse
Mussolini ebbe un’influenza su come poi
raccontò l’arrivo al potere di Adolf Hitler,
definito nei giornali americani il “Mussolini
tedesco”. Il leader nazista venne dipinto come
una macchietta, che urlava in modo ridicolo frasi
senza senso. “Ricorda Charlie Chaplin”, scrisse
Newsweek. “Sembra una barzelletta”, è
“volubile” e “insicuro”, scrisse Cosmopolitan.
Quando diventò cancelliere, nel 1933, molti
commentatori sostennero che non sarebbe
durato a lungo o che, una volta al potere, avrebbe
assunto toni più moderati. “Hitler ha il sostegno
di elettori impressionabili”, scrisse il
Washington Post. Ora che è al governo
“diventerà evidente all’opinione pubblica
tedesca la sua inconsistenza”. Tranne
poche eccezioni, alla fine degli anni trenta quasi
tutti i giornalisti statunitensi si erano resi conto
del loro errore di valutazione. Dorothy
Thompson, che nel 1928 aveva definito Hitler un
uomo di “sorprendente insignificanza”, nel 1935
ammise che “nessun popolo riconosce un
dittatore in anticipo”, perché “non si presenta
alle elezioni con un programma dittatoriale” e
“si definisce uno strumento della volontà
nazionale”. E aggiunse: “Quando un dittatore
arriverà da noi, di sicuro sarà uno dei nostri, e
starà dalla parte di tutto quello che è
tradizionalmente americano”.
Giovanni De Mauro – Internazionale n.1190 3.febbraio.2017

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immigrati_jpgDagli immigrati 8 miliardi all’Inps

I contributi versati ogni anno

In Italia gli immigrati versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi. Sono le cifre fornite dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha riferito come in molti casi i contributi non si traducono in pensioni.

«Abbiamo calcolato — aggiunge Boeri — che sin qui gli immigrati ci hanno “regalato” circa un punto di Pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state erogate delle pensioni.

E ogni anno questi contributi a fondo perduto degli immigrati valgono circa 300 milioni. La mobilità del lavoro «favorisce anche la crescita soprattutto nei Paesi che ricevono gli immigrati».

 

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