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Archive for the ‘Opposizione’ Category

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ERRI

erri22

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Morire di povertà

Dicono che era un sorriso

Dicono che era campagna
quella terra bassa
dove ti portavano con un furgone
pieno di braccia,
nessuno ha mai visto la tua faccia
neppure adesso
che su quella terra sei morta.

Dicono che era mare
quella distesa immensa di acqua
che ti ha mangiato vivo
che ti ha strappato il respiro,
i tuoi sogni, adesso, non hanno più colore
perché nel posto dove sei
la gente non ha nome.

Dicono che era legge
anche quella divisa
dicono che l’hai derisa
e che non ti devi lamentare,
la pallottola che hai preso nella schiena
sei stato tu
che te la sei andata a cercare.

Dicono che era uno sfratto
perché così si è deciso
c’è la forza pubblica che aspetta
perché giustizia sia fatta,
ma la vergogna era troppa
così in quella corda
hai infilato la testa.

Dicono che era lavoro
quella fabbrica e quel cantiere
con le ciminiere
alte fino al cielo
che volevi assaltare
quando hai capito
che servono le ali per provare a volare.

Dicono che era un sorriso
quello che vi ha seppellito
ma che appartiene al padrone,
a cui non è mai stato reso
il vostro coraggio
a cui non è mai stato reso
il nostro dolore.

*

TARANTO: Bracciante 49enne morta sotto l’afa come Mohamed

RAPPORTO OIM: Già oltre 2000 morti in mare nel 2015

NAPOLI: Un ragazzo di 16 anni è stato ucciso da un colpo sparato da un carabiniere

CASALECCHIO DI RENO: 53enne si impicca alla vigilia dello sfratto

INCIDENTE SUL LAVORO: Operaio 65enne muore a Gela

DA “PAROLE A MANO… ARMATIhttp://www.armati.info/

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Il tentativo bizzarro di potermi incriminare per … l’accusa di tradimento, presumibilmente per aver cospirato per spingere la Grecia fuori dalla zona euro, riflette qualcosa di molto più ampio.

Essa riflette uno sforzo determinato a delegittimare la nostra lunga trattativa di cinque mesi (dal 25 Gennaio al 5 Luglio 2015), con una troika esasperata, nella quale abbiamo avuto l’ardire di contestare la saggezza e l’efficacia del suo programma fallito per la Grecia.

Lo scopo dei miei sedicenti persecutori è quello di caratterizzare provocatoriamente la nostra posizione negoziale come un’aberrazione, un errore o, ancora meglio dal punto di vista dell’establishment oligarchico troika-friendly della Grecia, come un ‘crimine’ contro l’interesse nazionale della Grecia.

Il mio vile ‘crimine’ è stato che, esprimendo la volontà collettiva del nostro governo, io ho personificato le seguenti colpe:

  • Ho affrontato i leader dell’Eurogruppo da pari a pari,  come un membro di pari dignità che può dire ‘NO’ e presentare potenti ragioni analitiche per respingere l’illogicità catastrofica di concedere enormi prestiti ad uno stato insolvente in condizioni di un’autodistruttiva austerità;
  • Ho dimostrato che si può essere un europeista impegnato, sforzarsi di mantenere la propria nazione nella zona euro, e, allo stesso tempo, rifiutare le politiche dell’eurogruppo che danno all’Europa la possibilità di decostruire l’euro e, soprattutto, intrappolare un paese nella spirale del debito determinata dall’austerity;
  • Ho pianificato misure d’emergenza  per  quello che i principali colleghi dell’Eurogruppo, e gli alti funzionari della troika, minacciavano durate le discussioni  faccia a faccia;
  • Ho svelato come i precedenti governi greci hanno trasformato gli uffici governativi più importanti, come il Segretariato generale delle Entrate Pubbliche e l’Ufficio statistico greco, in dipartimenti efficacemente controllati dalla troika per essere costretti al servizio di indebolire e scalzare il governo eletto.

E’ ampiamente chiaro che il governo greco ha il dovere di recuperare la sovranità nazionale e democratica su tutti gli uffici amministrativi dello Stato, ed in particolare quelli del ministero delle Finanze. In caso contrario, continuerà a perdere gli strumenti di policy making che gli elettori si aspettano si utilizzino per la realizzazione del mandato da loro conferito al governo eletto.

Nei miei sforzi ministeriali, il mio team ed io abbiamo escogitato metodi innovativi per lo sviluppo di strumenti del ministero delle Finanze per affrontare in modo efficace la crisi di liquidità indotta e causata dalla troika, recuperando poteri esecutivi usurpati dalla troika con il consenso dei governi precedenti.

Invece di incriminare e perseguitare coloro che, fino ad oggi, hanno interpretato la funzione all’interno del settore pubblico come servitori e luogotenenti della troika (mentre ricevevano i loro sostanziosi stipendi grazie alla pazienza dei contribuenti greci), i politici e i partiti che l’elettorato ha già condannato per i loro sforzi di trasformare la Grecia in un protettorato sono ora quelli che mi perseguitano, aiutati e spalleggiati dai media degli oligarchi.

Indosso le loro accuse come medaglie d’onore.

La fiera e onesta negoziazione che il governo di SYRIZA ha condotto fin dal primo giorno in cui siamo stati eletti ha già cambiato in meglio i dibattiti pubblici europei. La discussione sul deficit democratico che affligge l’Eurozona è ormai inarrestabile.

Ahimè, le cheerleaders interne della troika non sembrano in grado di sopportare questo successo storico. I loro sforzi per criminalizzarlo si infrangeranno sugli stessi scogli che hanno distrutto la loro sfacciata campagna di propaganda contro il ‘No’ nel voto al referendum del 5 luglio: la grande maggioranza del popolo greco senza paura.

traduzione a cura di Esseresinistra dal blog di Varoufakis Treason charges: What lurks behind the bizarre allegations

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Siamo gli innumerevoli – raddoppia ogni casella di scacchiera – lastrichiamo di corpi il vostro mare per camminarci sopra; non potete contarci: se contati aumentiamo, figli dell’orizzonte che ci rovescia a sacco. Nessuna polizia può farci prepotenza più di quanto già siamo stati offesi. Faremo i servi, i figli che non fate, le nostre vite saranno i vostri libri di avventura.

Portiamo Omero e Dante, il cieco e il pellegrino, l’odore che perdeste, l’uguaglianza che avete sottomesso. Da qualunque distanza arriveremo a milioni di passi, noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso. Spaliamo neve, pettiniamo prati, battiamo tappeti, raccogliamo il pomodoro e l’insulto. Noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo, noi siamo il rosso e il nero della terra, un oltremare di sandali sfondati, il polline e la polvere nel vento di stasera.

Uno di noi, a nome di tutti, ha detto: Non vi sbarazzerete di me. Va bene, muoio, ma in tre giorni resuscito e ritorno.


Erri De Luca

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dolore-migranti-e-italiani

L’altro giorno la nostra strega pre­fe­rita, Angela Mer­kel, ha fatto pian­gere una bam­bina pale­sti­nese dicen­dole senza peli sulla lin­gua: «non pos­siamo acco­gliere tutti». Insen­si­bi­lità teu­to­nica. Noi latini siamo più umani e bonari: non è che non pos­siamo acco­gliere tutti; più sem­pli­ce­mente, non vogliamo acco­gliere nessuno.

Adesso ci sor­pren­diamo e ci scan­da­liz­ziamo per le schi­fezze esplose a Tre­viso e alla peri­fe­ria di Roma, con tanto di con­torno a brac­cio teso di Forza Nuova e Casa Pound.

Io però mi vor­rei fare anche un’altra domanda: com’è che a Casal San Nicola i fasci­sti c’erano per aiz­zare le fiamme, e invece non c’era trac­cia di sog­getti demo­cra­tici, civili e anti­raz­zi­sti a con­tra­starli, a spie­gare, a offrire ragio­na­menti alter­na­tivi, e magari a soste­nere i migranti in que­sto momento dif­fi­cile delle loro vite?

Dov’erano le brave per­sone del Pd locale, che cono­sco e rispetto e che ho visto atti­varsi solo per orga­niz­zare le pri­ma­rie? Dov’era Sel? E lasciamo stare gli altri.

È la stessa sto­ria che ho visto, dall’altro lato dello stesso quar­tiere, qual­che anno fa, quando l’allora ammi­ni­stra­zione Rutelli cercò di decen­trare i campi rom isti­tuen­done uno di dimen­sioni limi­tate anche da que­ste parti: bloc­chi stra­dali, indi­gna­zione, grida rivol­tose, Forza Ita­lia e gli ultras della Lazio in strada, e della sini­stra non una trac­cia. E alla fine, come a Tre­viso, come a viale Morandi, vin­cono loro.
Il senso comune, il mesco­larsi di paura, egoi­smo, vit­ti­mi­smo, igno­ranza che si respira nell’aria di oggi è anche il risul­tato della nostra abdi­ca­zione dalla poli­tica come pra­tica quo­ti­diana nella società e nei ter­ri­tori, direi come didat­tica ed edu­ca­zione di massa come è stata per tanta parte della nostra storia.

Ci siamo riem­piti la bocca con Syriza, ma in un paese ben più dif­fi­cile e con più immi­grati del nostro, Syriza nelle strade e nei quar­tieri c’era, ed è per que­sto che finora Alba Dorata non ege­mo­nizza le piazze. I mani­fe­stanti di Casale San Nicola non sono inno­centi e la «com­pren­sione» da più parti mani­fe­stata per le loro «ragioni» è peri­co­lo­sa­mente vicina alla com­pli­cità. Ma sono sog­getti subal­terni e mani­po­lati, capaci di ribel­larsi solo con­tro gente più debole di loro.

La colpa più grave è la nostra, la colpa è di una sini­stra che ha un’idea rat­trap­pita, sepa­rata, spe­cia­li­stica e media­tica della poli­tica, che ha scelto di lasciare impol­ve­rare una demo­cra­zia costi­tu­zio­nale basata sulla par­te­ci­pa­zione attiva dei cit­ta­dini – e che anche per que­sto si è ampia­mente lasciata con­ta­mi­nare da set­ta­ri­smo, da affa­ri­smo e cor­ru­zione, e anche in buona parte dalla stessa men­ta­lità egoi­stica e pro­prie­ta­ria di cui vediamo anche in que­sti epi­sodi i risultati.

I nostri gover­nanti non hanno per migranti e rifu­giati più rispetto dei rivol­tosi tre­vi­giani e romani. Basta vedere come li gesti­scono: non sono per­sone ma pro­blemi, da col­lo­care dove capita, nella prima disca­rica che viene sotto mano, senza pro­get­tare, senza coin­vol­gere, senza atti­vare pra­ti­che demo­cra­ti­che che pos­sano pre­ve­nire i con­flitti e aiu­tare l’accoglienza, senza assi­cu­rarsi che dove li met­tono ci pos­sano dav­vero vivere. Chi sta al governo lo sa benis­simo che aria tira. Ope­ra­zioni improv­vi­sate, dilet­tan­ti­sti­che e auto­ri­ta­rie come que­ste sem­brano – magari, sapendo chi c’è al mini­stero degli interni, sono – fatte appo­sta per aiz­zare il peg­gio che c’è nel paese. Poi si man­dano i poli­ziotti coi caschi blu, a menare e a farsi menare. Le vere prio­rità di governo sono altre.

[…]

Alessandro Portelli – Il Manifesto 19.luglio.2015

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CJOLQLEXAAAkke5“Alcuni partner preferiscono una mia ‘assenza’ dai loro vertici. Porterò con orgoglio il disgusto dei creditori nei miei confronti”.

Yanis Varoufakis

yanis

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