Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Pasquino…’ Category

ius-soli-dopo-espresso

Read Full Post »

referendum-impatto-1-1referendum-fine-campagna

Read Full Post »

pasquino.jpgForse chi vive a Roma è protagonista

inconsapevole di un esperimento collettivo.

Pensavamo di poter parlare dei grandi temi

dello sviluppo di una moderna metropoli

europea, ci ritroviamo a festeggiare lo

svuotamento di un cassonetto sovraccarico di

spazzatura maleodorante rimasta a marcire

sotto il sole estivo. Speravamo di discutere le

linee guida degli investimenti pluriennali

nella cultura, nella scuola, nella

valorizzazione del patrimonio artistico o nella

difusione delle tecnologie, siamo costretti a

fare lo slalom tra le voragini di strade sfasciate

e abbandonate. Avremmo voluto una

stagione di sperimentazione di nuove forme

di partecipazione, di confronti popolari e

appassionati sulla crescita urbanistica, le

dinamiche abitative, l’edilizia sociale, le

politiche di accoglienza, il recupero delle

sacche di emarginazione, il rapporto con il

territorio, l’evoluzione della mobilità con un

occhio al suo impatto sui ritmi di vita, ci

ritroviamo rinchiusi in mezzi di trasporto

malandati, surriscaldati e stracolmi, a inveire

contro chi inveisce contro i rom o i migranti.

Può darsi che sia un trucco per poi farci

apprezzare gli eventuali piccoli

miglioramenti, però non è divertente. Quello

che succede oggi a Roma è una questione

nazionale, riguarda una classe politica che nel

suo complesso e con poche eccezioni ha

smesso da tempo di parlare ai cittadini e si

rivolge solo a se stessa, con l’unico obiettivo

di conquistare o mantenere il potere, usando

l’interpretazione degli umori popolari come

una clava per farsi la guerra. Dei cittadini non

gliene importa nulla, anzi probabilmente li

disprezza. Sono trattati come sudditi, e la

deinizione del dizionario calza bene: un

suddito è un “soggetto che si trova in una

condizione di dipendenza dalla sovranità

dello stato” oppure “chi è sottoposto alla

sovranità dello stato pur non essendone

membro e ne subisce i doveri senza godere

dei diritti propri del cittadino”. C’è da sperare

che i sudditi decidano di ribellarsi, per

diventare – o tornare – cittadini e riscattare la

politica.

Giovanni de Mauro – L’Internazionale n.1170

Read Full Post »

CkmKh3dWYAAdXTp

Read Full Post »

CEFz-pnWoAA4BNVMAESTRA MANGANELLATA IERI A BOLOGNA DURANTE LE CONTESTAZIONI A RENZI.

SIETE PRONTI A “RIPULIRE”  QUESTO CARI “BENPENSANTI”? COME UNA VETRINA UNA BELLA MACCHINONA O LE SCRITTE SUI MURI…

QUESTO SUCCEDE SEMPRE ED E’ SEMPRE SUCCESSO, MA QUESTO E’  MOLTO LONTANO DAI VOSTRI “PICCOLI PRIVILEGI”,

QUANDO INTELLETTUALIZZATE, PENSATE AI CARI RIVOLTOSI IN TURCHIA, NELLE PIAZZE ARABE, IN CINA, OVUNQUE…

OVUNQUE, MA NON QUI, SIGNORI IPOCRITI

I RIBELLI SONO BELLI NEL PASSATO, NON NEL PRESENTE, I RIBELLI SONO BELLI SE NON TOCCANO LE VOSTRE PROPRIETA’ LE VOSTRE INSIGNIFICANTI RICCHE COSE…

ARRIVERA’ LA BATOSTA COME SEMPRE E ARRIVERA’ ANCHE PER VOI, INCONSAPEVOLI, E RESISTERA’ SOLO CHI HA I SUI PICCOLI E GRANDI PATRIMONI, I SOLDI DI FAMIGLIA…

E’ BENE CAPIRE CHI STA DOVE E CON CHI, ORA,

PasquinoWeb

logopasquino

Read Full Post »

diaz1diaz2…visto che non ha problemi con nome e cognome a rivendicare queste cose.

Le frasi del poli­ziotto Fabio Tor­tosa, che su Face­book si è dichia­rato orgo­glioso di essere entrato alla Diaz nel 2001 ed essere «un tor­tu­ra­tore», hanno avuto un seguito di pole­mi­che e rea­zioni del mondo poli­tico. Men­tre il diretto inte­res­sato si diceva elet­tore del Pd (a radio24) e si doman­dava il per­ché del cla­more (a repub​blica​.it), il pre­mier Renzi chie­deva chia­rezza sulle sue dichiarazioni.

Ana­loga presa di posi­zione è giunta dal mini­stro dell’Interno Alfano, men­tre pare pre­vi­sta ormai una qual­che forma di azione disci­pli­nare da parte della poli­zia. Ma le parole di Tor­tosa, potrebbe per­fino allar­gare ad altri le inda­gini, come vor­rebbe Sel che ha richie­sto una com­mis­sione parlamentare.

Del resto, per chi ha seguito le inda­gini e poi il pro­cesso per l’irruzione alla scuola Diaz a Genova nel luglio del 2001, non è una novità sco­prire il «pro­filo» di chi effet­tuò quell’azione, non­ché il duris­simo scon­tro vis­suto all’interno delle forze di poli­zia, durante e a seguito di quell’operazione. I «mobi­lieri», ovvero i Can­te­rini boys, il Set­timo nucleo uti­liz­zato per for­zare e sfon­dare il can­cello ed entrare e pic­chiare le per­sone all’interno della Diaz, hanno vis­suto quella serata come una sorta di «fre­ga­tura» reca­pi­tata dalla diri­genza, leggi Digos, Uci­gos, ser­vizi e ver­tici della poli­zia. In pra­tica, riten­gono che quell’operazione in cui ven­nero uti­liz­zati i loro muscoli e il loro «ardore», avrebbe dovuto godere anche di una coper­tura suc­ces­siva molto più netta.

Invece è acca­duto che nell’immediatezza dei fatti tutti i diri­genti di poli­zia, ten­ta­rono di sfi­larsi, addi­tando come unici respon­sa­bili pro­prio loro, i Can­te­rini boys.

Non stu­pi­sce dun­que che anche a distanza di 14 anni, uno di loro riven­di­chi quell’azione, ricor­dando però il ran­core col­le­gato ai pro­prio «superiori».

Così, Fabio Tor­tosa, che oggi ha 39 anni, il 9 aprile ha usato il suo pro­filo Face­book per riba­dire la sua idea su quell’azione. Lui è uno di que­gli 80 che entrò a com­piere «la per­qui­si­zione». E oggi lo rifa­rebbe. Il poli­ziotto del reparto mobile, secondo quanto appreso ieri, è anche diri­gente sin­da­cale del Con­sap, non­ché – [……………………….]. Fabio Tor­tosa nella gior­nata di ieri ha riba­dito tutto quanto scritto su Face­book in un’intervista audio a repub​blica​.it, ma ha can­cel­lato il suo pro­filo dal social net­work, spe­ci­fi­cando di non aver com­messo alcun reato. Le sue parole con­fer­mano il clima di quei giorni e la men­ta­lità di alcuni appar­te­nenti a quel nucleo creato appo­si­ta­mente per le gior­nate genovesi.

Parole dure con­tro le «zec­che», con­tro Carlo Giu­liani («mi auguro che sotto terra fac­cia schifo anche ai vermi») e la più gene­rale ammis­sione della sua par­te­ci­pa­zione: «Io sono uno degli 80 del VII nucleo, io quella notte ero alla Diaz. Ci rien­tre­rei mille e mille volte». Ci si domanda allora per­ché Tor­tosa a suo tempo non abbia ammesso la sua par­te­ci­pa­zione all’azione di fronte al pm Zucca. E come mai, alla fine, se ha pagato Can­te­rini, i suoi boys invece l’abbiano scam­pata, per­ché tra­vi­sati e com­ple­ta­mente inten­zio­nati a non aiu­tare le inda­gini per sco­prire i nomi, e dun­que le respon­sa­bi­lità, di chi assaltò la scuola.

A finire infatti impu­tati furono i capo squa­dra, a causa dell’impossibilità di rico­no­scere gli assa­li­tori. Tor­tosa, quat­tor­dici anni dopo, ricorda quella notte, sot­to­li­neando pro­prio quel con­cetto di «fre­ga­tura» di cui accen­na­vamo all’inizio: un vit­ti­mi­smo fuori luogo per per­sone che sono entrate in una scuola e hanno pic­chiato ragazzi e ragazze men­tre dor­mi­vano. «La verità pro­ces­suale si è con­clusa con una con­danna di alcuni ver­tici e del mio fra­tello Mas­simo Nucera a cui va sem­pre il mio grande rispetto ed abbrac­cio — ha scritto Tor­tosa — poi esi­ste la verità, quella con tutte le let­tere maiu­scole. Quella che solo io e i miei fra­telli sap­piamo, quella che solo noi che era­vamo lì quella notte sap­piamo. Una verità che por­tiamo nei nostri cuori e nei nostri occhi a distanza di quasi 15 anni, quando que­gli uomini incre­di­bili si incro­ciano in ogni piazza d’Italia in cui ci sia da avver­sare i nemici della demo­cra­zia. Que­gli occhi che si uni­scono in un abbrac­cio segreto. In un con­ven­zio­nale e silen­zioso sì, lo sap­piamo, ci hanno incu­lato. Quello che vole­vamo era con­trap­porci con forza, con gio­vane vigo­ria, con entu­sia­smo came­ra­te­sco a chi aveva, impu­ne­mente, dichia­rato guerra all’Italia, il mio paese, un paese che mi ha tra­dito ma che non tradirò».

A pro­po­sito di que­sto spro­lo­quio, biso­gna ricor­dare che il «fra­tello Mas­simo Nucera» venne accu­sato di essersi inven­tato una finta col­tel­lata, per incol­pare le per­sone pre­senti alla Diaz.

Simone Pieranni – Il Manifesto 14.aprile.2015

————————————————————————————————————–

In nome e per conto dell’Arch. Fabio Pacelli, nella qualità di Presidente della Associazione Sportiva Dilettantistica Lazio Marines AFT, corrente in Roma, Via Albi 57, con la presente si significa quanto segue.

 

All’URL in oggetto meglio individuato, viene riportato un articolo ove si legge “…SQUADRA DI FOOTBALL AMERICANO LAZIO MARINES, CHE PARE “SI DISTINGUA DALLE ALTRE PER IL MOTTO SIEG HEIL SANCITO A FINE PARTITA”.

 

Detta affermazione, oltre ad essere assolutamente falsa e non corrispondente al vero, risulta altresì fortemente lesiva dell’immagine della Lazio Marines: il contenuto diffamatorio ed ingiurioso che ne deriva, invero, si riflette non solo sulla predetta associazione in senso stretto, bensì anche, ed in particolar modo, su tutti gli associati nonché su tutti i simpatizzanti la squadra stessa, la quale viene – illegittimamente ed inopinatamente – associata al prefato slogan nazista. Per non parlare dell’ingentissimo danno economico: come ben noto, un’associazione sportiva di tal fatta è finanziata attraverso contratti di sponsorizzazione (nel caso di specie, a mero titolo esemplificativo, Comune di Roma, BCC Roma), alcuni dei quali hanno già rappresentato la volontà di risolvere i contratti in essere per grave inadempimento.

 

La gravità di detto accadimento è tanto più considerevole se solo si pone l’attenzione sulla circostanza per cui la predetta falsa notizia veniva in data 14.05.2015 pubblicata dalla testata La Repubblica.it in versione online (anche in questo caso, da un anonimo giornalista!), per poi dopo alcune ore – forse dopo i primi commenti degli utenti letteralmente allibiti – venire improvvisamente e misteriosamente cancellata dall’articolo, che attualmente è presente online nella versione, per così dire, “edulcorata”! Se solo fosse stata svolta la più blanda attività di verifica dell’informazione, da parte dell’ignoto giornalista, tutto ciò non sarebbe mai accaduto!!!

 

Ciò posto, è quanto mai doveroso ribadire quanto segue. In primo luogo, dovrebbero essere ben noti a qualunque iscritto all’Ordine dei Giornalisti i limiti del diritto di cronaca, precipuamente cristallizzati dalla Giurisprudenza di Legittimità, la quale ribadisce un orientamento giurisprudenziale già da tempo consolidatosi: in particolare Cass. civ., sez. I, 18 ottobre 1984, n. 5259, nota anche come il cosiddetto “Decalogo del giornalista”, afferma come il diritto di stampa – costituzionalmente garantito dall’art. 21 Cost. e disciplinato principalmente dalla L. 8 febbraio 1948, n. 47 – sia legittimo, esclusivamente nell’ipotesi in cui concorrano le seguenti condizioni: 1) un’utilità sociale dell’informazione, intesa come necessità dell’esistenza di un interesse pubblico a che la notizia e i fatti siano conosciuti e diffusi; 2) una verità dei fatti esposti, oggettiva o anche soltanto putativa, purché, in quest’ultimo caso, essa sia il frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca da parte dell’autore dell’articolo; 3) una forma civile dell’esposizione dei fatti e della loro valutazione, che prende il nome della cosiddetta continenza formale.

 

Orbene, nel caso che ci occupa non sussiste alcuno dei requisiti de quibus, atteso che l’informazione è oggettivamente falsa (e l’autore dell’articolo non si è neppure degnato di svolgere il benché minimo controllo in tal senso, altrimenti avrebbe quantomeno verificato che la stessa Repubblica.it l’aveva rimossa!!!) ed è comunque priva di qualsivoglia utilità sociale, anche alla luce del fatto che la realtà sportiva costituita dall’ASD Lazio Marines non ha alcun tipo di collegamento con la questione oggetto dell’articolo, se non la qualità di Vicepresidente della squadra del Sig. Tortosa. Come a dire che, ogni qualvolta un soggetto venga accusato di alcunché, il giornalista sarebbe autorizzato a citare – ed a diffamare – il coro della Chiesa di cui il soggetto fa parte (sic!!!).

 

Con la presente, pertanto, si richiede l’immediata rettifica formale ed ufficiale della notizia di cui sopra, che sia idonea a presentare, da un lato, le doverose scuse a tutti i soggetti lesi, e dall’altro, in grado di fornire una adeguata spiegazione a tutti i lettori (milioni, come ben noto) che nella giornata odierna stanno leggendo detta notizia falsa. Rettifica, preme sottolineare, che abbia una visibilità equipollente a quella della falsa notizia, al fine di evitare che la richiesta, accolta nella forma, sia elusa nella sostanza!

 

SI CHIEDE, INOLTRE, L’IMMEDIATA CANCELLAZIONE DELLA FRASE DIFFAMATORIA, IN RAGIONE DEL FATTO CHE, IN DIFETTO SI SARÀ COSTRETTI A TUTELARE I DIRITTI DELLA LAZIO MARINES, AVANZANDO RICHIESTA DI SEQUESTRO DEL SITO WEB A MEZZO OSCURAMENTO.

 

Si invita e diffida, altresì, dal non proseguire nel fornire qualsivoglia informazione relativa alla predetta Associazione Sportiva, che sia falsa e non corrispondente al vero.

 

Per dovere di trasparenza, peraltro, si evidenzia come sia attualmente pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma precipuo procedimento penale avente ad oggetto le gravi condotte diffamatorie de quibus. La presente richiesta di cancellazione/rettifica in uno ad ogni eventuale Vostra risposta, pertanto, verranno tempestivamente presentate all’attenzione del Pubblico Ministero titolare di detto procedimento.

 

La presente vale quale formale atto di messa in mora.

 

Non seguiranno ulteriori avvisi.

 

Cordialmente,

———————————————————————————————————-

Read Full Post »

0c1463c5-1d41-48ea-a96f-3e479b3401a0immigrati33

Read Full Post »

Older Posts »